n° 40
27 mag 2026

Osservatorio congiunturale rapido | Lecco e Sondrio

L’analisi di dettaglio per le province di Lecco e Sondrio, con i commenti di Marco Campanari, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, e del Direttore Generale Giulio Sirtori.

COMUNICATO STAMPA

 

 

OSSERVATORIO CONGIUNTURALE RAPIDO: MARZO 2026

Il quadro complessivo che riguarda le province di Lecco e Sondrio presenta indicatori principalmente orientati alla stabilità dei livelli

 

 

L’andamento congiunturale rilevato in marzo e per le imprese dei tre territori risulta confermato anche per le sole realtà delle province di Lecco e Sondrio: è riscontrabile infatti un quadro in cui gli indicatori risultano principalmente orientati al mantenimento.

Sono identificabili alcune distinzioni tra performance sul mercato domestico ed export, soprattutto per quanto attiene alla domanda mentre il fatturato è generalmente caratterizzato da dinamiche positive. La capacità produttiva mediamente impiegata dalle aziende del campione risulta sostanzialmente in linea con quanto esaminato per la precedente edizione dell’Osservatorio e i giudizi formulati riguardo lo scenario dell’occupazione confermano la stabilità dei livelli rispetto al mese precedente, così come riscontrato per i rapporti tra le imprese e gli Istituti di credito.

Sono tuttavia presenti alcuni elementi di criticità legati all’andamento dei costi delle materie prime, che si sono inaspriti per oltre otto aziende su dieci (83,3%), e alle conseguenze provocate dalle tensioni geo-politiche che da diverse settimane creano instabilità a livello internazionale.

Le previsioni per l’andamento del business nelle prossime settimane rivelano cautela e risultano improntate alla conservazione per circa i due terzi del campione (66,7%) ma, in caso di variazione, è ipotizzata principalmente la decelerazione.

 

«Lo scenario delineato dai dati sui nostri territori conferma, ancora una volta, una situazione complessivamente stabile: gli indicatori di domanda, attività produttiva e fatturato si mantengono su livelli di equilibrio, pur registrando differenze significative all'interno del campione» commenta Marco Campanari, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio.

«Il perdurare e l'inasprirsi delle tensioni geopolitiche in alcune aree del mondo, con particolare riferimento al Medio Oriente, continuano a generare pressioni sui mercati internazionali. Gli impatti, significativi e diffusi, coinvolgono complessivamente oltre otto imprese su dieci sul fronte dei costi e circa tre quinti delle aziende per quanto riguarda le distorsioni nelle catene di approvvigionamento e gli effetti sulla domanda, con riflessi tangibili sulle prospettive di breve periodo. Le ricadute sui mercati erano prevedibili - prosegue Marco Campanari - e gli effetti finora rilevati, pur da non sottovalutare, non assumono carattere di particolare gravità. Auspichiamo naturalmente che i conflitti in corso trovino presto una soluzione di pace duratura e che le tensioni sui mercati si allentino progressivamente. Nel frattempo, la soglia di attenzione rimane elevata: la situazione è seguita con costanza dagli imprenditori e dalla nostra Associazione. Continuiamo a monitorare l'evoluzione dello scenario auspicando un miglioramento delle condizioni generali e l'adozione di misure concrete, in particolare sul fronte energetico».

 

«Le imprese lecchesi e sondriesi evidenziano nel mese di marzo una sostanziale tenuta e, nonostante le tensioni geopolitiche, continuano a essere presenti sui mercati internazionali con risultati di rilievo» evidenzia Giulio Sirtori, Direttore Generale di Confindustria Lecco e Sondrio. «La diffusa indicazione di stabilità del quadro occupazionale, rilevata sia per il mese di marzo sia in chiave prospettica per il secondo trimestre 2026, conferma, ancora una volta, il buono stato di salute del tessuto produttivo dei nostri territori. Permane tuttavia una criticità strutturale che non può essere trascurata: la difficoltà nel reperire figure con adeguate competenze tecniche, un elemento che rischia di condizionare le prospettive di crescita delle imprese nel medio periodo.»

 

EFFETTI DELLE DINAMICHE GEO-POLITICHE

Le imprese lecchesi e sondriesi hanno comunicato di aver riscontrato nel mese di marzo 2026 effetti generati dagli sviluppi del contesto geo-politico internazionale, con un sostanziale inasprimento delle condizioni.

Un primo aspetto critico ha riguardato i costi legati all’approvvigionamento delle materie prime che sono stati segnalati in aumento significativo da oltre un’azienda su tre (36,8%), in incremento moderato dal 52,6% mentre per circa una realtà su dieci (10,6%) non sono state indicate particolari modifiche.

Sempre in tema di costi, sul fronte delle forniture energetiche le aziende del campione hanno indicato problematiche: oltre tre realtà su dieci (30,8%) hanno comunicato aumenti di entità significativa, più della metà del campione (51,3%) incrementi moderati mentre il rimanente 17,9% non ha segnalato effetti rilevanti.

Per quanto concerne i costi legati alle operazioni di trasporto e logistica il 34,2% delle imprese di Lecco e Sondrio ha registrato inasprimenti molto marcati, il 52,6% aumenti di entità moderata mentre il restante 13,2% non ha indicato variazioni degne di nota.

Oltre ad effetti sui listini rivisti al rialzo, la crescente incertezza e l’instabilità nelle aree interessate dai conflitti hanno determinato difficoltà lungo le catene di approvvigionamento a livello internazionale, in primis in termini di estensione delle tempistiche e carenza nella disponibilità di alcuni materiali. Oltre un’azienda su dieci (10,8%) ha comunicato problematiche rilevanti, il 21,6% criticità moderate, il 32,4% effetti di lieve entità mentre per il rimanente 35,2% non si sono verificate conseguenze.

Esaminando infine l’influenza generata sulla domanda dei clienti e sulle prospettive di breve periodo, circa due realtà su cinque (18,6%) hanno comunicato di aver riscontrato un calo degli ordinativi, quasi la metà del campione (48,8%) un aumento dell’incertezza mentre il restante 32,6% non ha riscontrato particolari effetti.

 

DOMANDA

Nel mese di marzo la domanda delle aziende di Lecco e di Sondrio risulta principalmente orientata alla stabilità dei livelli, con alcune distinzioni tra mercato domestico e ordinativi esteri: nel primo caso è identificabile uno scenario più stazionario mentre nel secondo è riscontrabile una maggior incidenza delle indicazioni di rallentamento rispetto a quelle di crescita.

Gli ordini a livello nazionale sono considerati in conservazione rispetto a febbraio da oltre due realtà su cinque (43,6%) mentre, in caso di variazione, la quota del campione che indica aumento o diminuzione è la medesima (28,2%).

La domanda oltre confine è valutata invece in mantenimento dal 41,2% delle imprese, in espansione dal 23,5% mentre in decelerazione dal 35,3%.

 

PRODUZIONE

L’attività produttiva rivela evoluzioni coerenti con quanto esaminato per l’indicatore associato agli ordini e mostra un’indicazione di stabilità per oltre una realtà su due (51,4%)  mentre, in caso di variazione, è riscontrabile una maggior incidenza delle valutazioni di crescita (27%) rispetto a quelle di diminuzione (21,6%).

Il tasso medio di utilizzo degli impianti a marzo si attesta al 76,7%, di poco superiore al dato registrato per l’Osservatorio congiunturale rapido dello scorso ottobre 2025 (76,3%).

Tra le realtà aderenti all’Osservatorio sono identificabili alcune differenze riguardo l’impiego della capacità produttiva, sia per quanto concerne la dimensione aziendale, sia in base al comparto di attività considerato.

Nel dettaglio, per le aziende di Lecco e Sondrio di piccole dimensioni il tasso di utilizzo medio si attesta al 74,5% mentre per le realtà con oltre 50 occupati il dato risulta pari al 79,5%.

Suddividendo le imprese del campione rispetto ai comparti merceologici, si registra un impiego medio del 76,8% per le realtà metalmeccaniche e meccatroniche, del 70% per le aziende tessili e, infine, del 77,9% per quelle afferenti agli altri settori globalmente considerati.

 

FATTURATO

L’indicatore associato alle vendite registra andamenti favorevoli che interessano sia il fatturato in Italia che quello oltre confine.

Nonostante circa due realtà lecchesi e sondriesi su cinque segnalino la stabilità rispetto ai livelli del mese di febbraio, le indicazioni di aumento risultano prevalenti rispetto a quelle di diminuzione.

Nel dettaglio, il fatturato a livello domestico è valutato come stabile dal 41% del campione, in diminuzione dal 12,8% e in crescita dal 46,2%.

Le vendite estere sono invece ritenute mantenersi sui livelli di febbraio dal 39,4% delle aziende aderenti all’Osservatorio, in rallentamento dal 21,2% e in espansione dal restante 39,4%.

 

PREVISIONI

Per il secondo trimestre del 2026 le aziende di Lecco e Sondrio aderenti all’Osservatorio ipotizzano principalmente evoluzioni del business stabili, con circa due terzi (66,7%) del campione che segnalano il mantenimento; in caso di variazione, per contro, si rileva una maggior incidenza delle previsioni di riduzione (28,2%) rispetto a quelle di crescita (5,1%).

Esaminando l’orizzonte di visibilità sulla domanda, gli ordini in portafoglio consentono una pianificazione dell’attività per poche settimane per circa tre realtà su dieci (30,8%), per qualche mese per il 53,8% mentre per un periodo superiore al trimestre per il rimanente 15,4%.

 

MATERIE PRIME

Le imprese lecchesi e sondriesi aderenti all’Osservatorio congiunturale hanno segnalato la presenza di problematiche legate all’approvvigionamento delle materie prime nel mese di marzo, in continuità e, al contempo, con un’estensione della diffusione della criticità rispetto a quanto esaminato per l’edizione dell’Osservatorio dello scorso ottobre 2025.

Esaminando nello specifico, oltre otto aziende su dieci (83,3%) hanno comunicato un aumento dei listini praticati dai propri fornitori, anche come conseguenza delle tensioni geo-politiche riscontrate sui mercati.

Le dinamiche legate al costo delle materie prime, a cui si sono sommati i rincari delle fonti energetiche, hanno determinato o hanno iniziato a creare a marzo effetti distorsivi sulla gestione dell’attività aziendale di oltre due terzi del campione (76,9%).

Tra le conseguenze segnalate, la riduzione di parte dell’attività aziendale per il 10,3% del campione, la necessità di riorganizzare il lavoro o l’attività produttiva per il 17,9%, il ridimensionamento o il posticipo degli investimenti già pianificati per una realtà su cinque (20,5%) nonché la contrazione dei margini di profitto per il 69,2%.

 

CREDITO E LIQUIDITÀ

Nel mese di marzo il rapporto tra le aziende di Lecco e di Sondrio e gli Istituti di credito, valutati sulla base dell’evoluzione delle condizioni praticate, si sono mantenuti diffusamente stabili rispetto al mese precedente; il 97,3% del campione non ha indicato particolari variazioni a fronte del restante 2,7% che ha segnalato, invece, condizioni meno favorevoli.

Per quanto concerne il giudizio espresso riguardo la propria situazione finanziaria, circa una realtà su due (47,4%) ha ritenuto il proprio quadro nella norma, il 36,8% si è dichiarato soddisfatto mentre per il rimanente 15,8% la liquidità potrebbe essere migliorata.

 

OCCUPAZIONE

I pareri qualitativi formulati riguardo l’andamento dell’occupazione nel mese di marzo tracciano uno scenario principalmente improntato alla conservazione degli organici, così come segnalato direttamente da oltre quattro realtà su cinque (82,1%).

È importante sottolineare inoltre che, in caso di indicazioni di variazione, i giudizi di aumento dei livelli (12,8%) risultano più diffusi rispetto a quelli di diminuzione (5,1%).

Le previsioni occupazionali per il trimestre aprile-giugno 2026 confermano un quadro di diffusa stabilità (89,7%), avvalorata anche dal bilanciamento delle ipotesi di riduzione e crescita che assumono la medesima incidenza (entrambi al 5,1%).

 

 

Lecco | Sondrio, 27 maggio 2026

 

 

 

 

PRESS INFO

Francesca Zucchi

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