n° 39
27 mag 2026

Osservatorio congiunturale rapido

I dati dell’Osservatorio congiunturale rapido relativo al mese di marzo, realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Confindustria Como, delineano uno scenario principalmente orientato alla tenuta degli indicatori, nonostante sia riscontrabile anche, in caso di indicazioni di variazione, una maggior incidenza dei giudizi di miglioramento rispetto a quelli di peggioramento.

COMUNICATO STAMPA

 

 

OSSERVATORIO CONGIUNTURALE RAPIDO: MARZO 2026

Lo scenario, per quanto eterogeneo, fa rilevare una prevalente stabilità degli indicatori associati a domanda, produzione e fatturato, sia sul versante domestico sia per l’export. L’utilizzo degli impianti è più elevato rispetto alla media del secondo semestre 2025 e il quadro occupazionale tiene. Oltre tre quarti delle aziende del campione ha risentito degli ostacoli legati all’instabilità geopolitica: le conseguenze pesano in particolare sui costi e modalità di approvvigionamento delle materie prime, delle fonti energetiche e delle attività logistiche. Le aspettative per l’evoluzione del business per il secondo trimestre sono caute e restano nel complesso orientate alla conservazione dei livelli, nonostante una maggior incidenza delle ipotesi di rallentamento rispetto a quelle di crescita

 

 

I dati dell’Osservatorio congiunturale rapido relativo al mese di marzo, realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Confindustria Como, delineano uno scenario principalmente orientato alla tenuta degli indicatori, nonostante sia riscontrabile anche, in caso di indicazioni di variazione, una maggior incidenza dei giudizi di miglioramento rispetto a quelli di peggioramento.

Gli ordini a livello italiano sono valutati come stabili rispetto a febbraio dal 43,2% del campione, in espansione dal 25,9% e in riduzione dal restante 30,9%

La domanda estera si mantiene sui livelli del mese precedente dal 42,7%, è in crescita per oltre un’azienda su quattro (25,3%) mentre in decelerazione per il rimanente 32%.

L’attività produttiva è considerata in conservazione nei confronti di quanto realizzato a febbraio dal 55,8% del campione, in aumento dal 26% e in diminuzione dal restante 18,2%.

L’esame della capacità produttiva mediamente impiegata dalle realtà dei tre territori in marzo evidenzia un utilizzo sostanzialmente in linea rispetto a quanto esaminato nell’ edizione dell’Osservatorio congiunturale per lo scorso mese di ottobre 2025 (76,1%) mentre una situazione più favorevole di quella mediamente riscontrata nel secondo semestre dello scorso anno (72,7%).

Nell’ambito del campione sono presenti differenze nel tasso medio di utilizzo degli impianti e in generale si riscontra un maggior impiego per le aziende di medie dimensioni (81,1%) rispetto a quelle più piccole (73,1% nel caso delle realtà fino a 50 occupati).

Classificando le imprese sulla base del comparto merceologico di attività, è rilevabile inoltre un maggior ricorso agli impianti produttivi per le aziende metalmeccaniche e meccatroniche (78,6%) e degli altri settori (79,4%) rispetto a quelle tessili (68,8%).

L’indicatore associato al fatturato descrive un scenario caratterizzato principalmente da giudizi di crescita e di mantenimento.

Le vendite in Italia sono valutate come stazionarie, rispetto ai livelli di febbraio, per circa una realtà su tre (36,6%) in espansione per il 43,9% mentre in diminuzione per il restante 19,5%.

Il fatturato oltre confine è segnalato in mantenimento sui livelli del mese precedente dal 36,1% delle aziende, in aumento dal 38,9% e, infine, in calo dal 25%.

 

Le previsioni espresse dalle imprese lecchesi, sondriesi e comasche riguardo l’evoluzione del business nel corso del secondo trimestre 2026 si confermano principalmente orientate al mantenimento, così come segnalato da quasi sei realtà su dieci (58,5%); in caso di pareri di variazione, le ipotesi di miglioramento (12,2%) risultano però meno diffuse rispetto a quelle di riduzione (29,3%).

Per quanto concerne l’orizzonte di visibilità sulla domanda, gli ordini in portafoglio consentono di pianificare l’attività per qualche settimana nel 28,8% dei casi, per due-tre mesi nel 55% mentre per un periodo che supera il trimestre nel restante 16,3%.

 

Sul versante dell’approvvigionamento delle materie prime otto realtà lecchesi, sondriesi e comasche su dieci (80%) hanno rivelato, in marzo, un inasprimento dei listini praticati dai fornitori rispetto ai livelli registrati per il mese di febbraio.

Le dinamiche legate al costo delle materie prime e delle forniture energetiche hanno determinato, o perlomeno hanno iniziato a generare in marzo, impatti sotto molteplici fronti.

Tra le principali conseguenze sono stati indicati la necessità di riorganizzare parte del lavoro e dall’attività produttiva (18,1% del campione), il ridimensionamento o il posticipo di investimenti aziendali già pianificati (31,3%) nonché la contrazione dei margini di profitto (75,9%).

 

I giudizi formulati dalle realtà dei tre territori riguardo il loro rapporto con gli Istituti di credito, valutati nello specifico sulla base delle condizioni praticate, sono risultati diffusamente orientati alla stabilità nel mese di marzo: per oltre nove imprese su dieci (96,3%) i costi di accesso al credito non sono variati, per l’1,2% sono risultati più favorevoli e per il restante 2,5% sono peggiorati.

Per quanto riguarda invece la valutazione espressa riguardo la liquidità aziendale, il 45,7% del campione ha considerato il proprio quadro nella norma, il 33,3% ha indicato soddisfazione mentre il 21% ha ritenuto la situazione finanziaria come migliorabile.

 

Risulta complessivamente in tenuta il quadro occupazionale delle imprese dei tre territori a marzo: a fianco del mantenimento dei livelli comunicato da oltre otto realtà su dieci (85,4%), si riscontra una crescita per l’11% mentre un calo per il rimanente 3,6%.

Le aspettative per l’occupazione per il periodo aprile-giugno 2026 confermano il permanere del diffuso clima di stabilità.

 

EFFETTI DELLE DINAMICHE GEO-POLITICHE

In sostanziale coerenza con quanto esaminato nelle precedenti edizioni dell’Osservatorio congiunturale, nel mese di marzo le realtà lecchesi, sondriesi e comasche del campione hanno segnalato effetti provocati dalle tensioni geo-politiche in atto e dal conseguente aumento dell’incertezza sui mercati.

Sul versante dei costi, l’approvvigionamento delle materie prime è stato accompagnato da aumenti significativi per il 36,6% del campione, da incrementi moderati per il 45,1% mentre il 18,3% delle aziende aderenti all’Osservatorio non ha segnalato particolari variazioni.

Per quanto concerne i costi delle forniture energetiche, in particolare gas e energia elettrica, il 41% delle imprese ha comunicato inasprimenti significativi, il 42,2% aumenti moderati mentre per il rimanente 16,8% non sono state riscontrate dinamiche.

Con riferimento ai costi inerenti il trasporto e le operazioni di logistica il 37% delle aziende ha indicato crescite significative dei costi, circa la metà del campione (49,4%) aumenti moderati e il rimanente 13,6% nessun effetto.

 

Per quanto attiene alle distorsioni determinate lungo le catene di approvvigionamento, valutate in particolare in termini di estensione delle tempistiche e di variazioni della disponibilità di materiali, una realtà su dieci (11,1%) ha indicato criticità rilevanti, il 22,2% difficoltà moderate, il 49,4% problematiche di lieve intensità mentre il rimanente 17,3% del campione non ha registrato variazioni.

 

Analizzando infine i pareri formulati riguardo gli effetti generati sull’andamento degli ordini provenienti dai clienti e, più in generale, sulle prospettive di breve periodo, il 28,7% ha segnalato difficoltà con riduzione della domanda, il 25,3% ha indicato un crescente grado di incertezza, il 5,7% un aumento degli ordinativi mentre per il rimanente 40,3 non sono state comunicate situazioni particolari.

 

DOMANDA

L’indicatore associato alla domanda nel mese di marzo è risultato caratterizzato principalmente da una conservazione dei livelli rispetto a quanto registrato a febbraio, sia per quanto concerne il mercato domestico, sia per l’export.

Gli ordini in Italia sono stati valutati come stabili dal 43,2% del campione, in espansione dal 25,9% mentre in contrazione dal rimanente 30,9%.

La domanda estera è stata invece indicata come in mantenimento sui livelli di febbraio dal 42,7%, in aumento dal 25,3% mentre in diminuzione dal restante 32%.

 

PRODUZIONE

L’attività produttiva in marzo ha mostrato andamenti stabili, rispetto a quanto registrato nel mese precedente, per oltre la metà del campione (55,8%); in caso di variazione, il 26% delle imprese ha indicato un aumento dei livelli mentre il 18,2% ha comunicato un rallentamento dei volumi realizzati.

La capacità produttiva mediamente impiegata dalle realtà delle tre province si è attestata in marzo al 76,8%, sostanzialmente in linea con quanto esaminato per il campione nel corso del precedente Osservatorio congiunturale rapido (76,1% ad ottobre 2025) e più favorevole rispetto alla capacità mediamente indicata della realtà dei tre territori per il secondo semestre del 2025 (72,7%).

Il tasso medio di utilizzo degli impianti rivela differenze all’interno del campione sia classificando le aziende in base alla dimensione, sia suddividendole a seconda dei comparti merceologici di appartenenza.

Le aziende con oltre 50 occupati evidenziano un impiego del 81,1%, superiore a quello mediamente riscontrato per il campione delle realtà più piccole (73,1%).

Per quanto concerne invece l’attività realizzata, si registra un tasso medio del 78,6% per le imprese metalmeccaniche, del 68,8% per quelle tessili e, infine, del 79,4% per le realtà afferenti agli altri settori.

 

FATTURATO

Le vendite delle aziende lecchesi, sondriesi e comasche rivelano un quadro eterogeneo nel quale però i giudizi di espansione risultano più diffusi rispetto a quelli di diminuzione, sia per quanto concerne il fatturato estero, sia a livello italiano.

Il fatturato domestico è indicato come stabile sui livelli di febbraio da circa una realtà su tre (36,6%) del campione, in aumento dal 43,9% mentre in riduzione dal restante 19,5%.

Le vendite oltre confine sono invece valutate come in mantenimento rispetto al mese precedente dal 36,1% delle imprese dei tre territori, in crescita dal 38,9% e in calo dal restante 25,0%.

 

PREVISIONI

Sul fronte delle previsioni formulate dalle aziende di Lecco, Sondrio e Como riguardo l’andamento del business per le prossime settimane è riscontrabile nuovamente una prevalenza di aspettative di mantenimento, così come comunicato dal 58,5%.

In caso di ipotesi di variazione, risultano però più diffuse le segnalazioni di diminuzione (29,3%) rispetto a quelle di crescita (12,2%).

Esaminando il giudizio espresso per l’orizzonte temporale di visibilità sulla domanda, gli ordini in portafoglio consentono una pianificazione di alcune settimane (inferiori ad un mese) per circa tre imprese del campione su dieci (28,8%), di qualche mese per il 55% mentre di un intervallo di tempo superiore al trimestre per il rimanente 16,2%.

 

CREDITO E LIQUIDITA’

Nel rapporto tra le imprese dei tre territori e gli Istituti di credito si registra, in marzo rispetto a febbraio, un diffuso mantenimento delle condizioni praticate: il 96,3% del campione non indica infatti variazioni rispetto ai costi di accesso al credito o alla disponibilità degli Istituti bancari a concederlo. Nei limitati casi di modifiche dello scenario, si riscontra un peggioramento per il 2,5% mentre un miglioramento per il rimanente 1,2%.

Per quanto concerne il giudizio formulato riguardo la situazione finanziaria, oltre quattro aziende su dieci (45,7%) comunicano una situazione nella norma, un terzo del campione (33,3%) risulta soddisfatto della propria liquidità mentre il rimanente 21% la ritiene migliorabile.

 

OCCUPAZIONE

I pareri qualitativi formulati riguardo l’andamento dell’occupazione nel mese di marzo tracciano un quadro di generale conservazione dei livelli a fianco della quale è riscontrabile, però, anche una prevalente indicazione di espansione rispetto alla riduzione.

Oltre otto imprese lecchesi, sondriesi e comasche su dieci (85,4%) comunicano un mantenimento degli organici rispetto a febbraio, l’11% del campione comunica una crescita e il restante 3,6% una diminuzione.

Le aspettative occupazionali per il secondo trimestre 2026 delineano un quadro caratterizzato ancora da un diffuso mantenimento degli organici; la stabilità, indicata dall’84,2% del campione, è ulteriormente avvalorata dal sostanziale bilanciamento tra le previsioni di crescita (7,3%) e di contrazione (8,5%) che assumono entità simili.

 

 

Como | Lecco | Sondrio, 27 maggio 2026

 

 

 

 

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