LECCO FILM FEST, SECONDA GIORNATA DA TUTTO ESAURITO:
ANCORA SOLD OUT E ACCOGLIENZA CALOROSA PER
MARIO MARTONE E IPPOLITA DI MAJO,
LAURA LUCHETTI E ANDREA PALLAORO CONQUISTANO IL PUBBLICO
Lecco, 5 luglio – «Sul lago realizzerei I promessi sposi, mi sento a casa. È la prima volta che vengo a
Lecco ed è davvero emozionante». Così Mario Martone ha esordito durante la seconda giornata del
Lecco Film Fest, il festival promosso da Confindustria Lecco e Sondrio e organizzato dalla
Fondazione Ente dello Spettacolo.
Sul palco di Piazza Garibaldi il regista ha presentato il suo ultimo lungometraggio, Fuori, insieme alla
sceneggiatrice Ippolita Di Majo. Interpretato da Valeria Golino, Matilda De Angelis e Elodie, il film è
l’adattamento cinematografico del romanzo autobiografico di Goliarda Sapienza, dal
titolo L’università di Rebibbia del 1983. «Un film al femminile, in un tempo in cui il “dentro” è l'unico
conforto. È dentro che trovi il vero dialogo, si tratta di un aspetto che ha a che fare anche con la
dimensione spirituale», spiega. Mentre Ippolita Di Majo racconta: «Con Mario abbiamo cominciato a
lavorare su Goliarda Sapienza tanti anni fa. Una scrittrice completamente fuori dagli schemi, tant’è
che il film si chiama Fuori anche per questo. Di Goliarda ci ha rapito la sua libertà di sguardo e Mario
è stato straordinario nell’abbandonarsi a questo mondo di donne».
Un altro importante risultato per la sesta edizione del Lecco Film Fest: i primi due film presentati in
piazza, Fuori e Le assaggiatrici, sono gli unici due italiani nella odierna Top10 Box Office.
Il Lecco Film Fest ha aperto la sua seconda giornata con l’incontro con il regista Mattia Colombo e la
direttrice del LABANOF (Laboratorio di antropologia e odontologia forense) Cristina Cattaneo,
presenti per la proiezione del documentario Sconosciuti puri, definizione gergale dettata dalla stessa
dottoressa Cattaneo e del suo team nella sala autopsie per chiamare quei corpi o quei resti che
vengono ritrovati e che non è possibile identificare immediatamente. Il documentario, diretto da
Colombo insieme a Valentina Cicogna, nasce, come ha raccontato il regista, da «un lavoro
lunghissimo. È una storia sconosciuta e di dimenticanza perché è giusto restituire quei corpi alle
famiglie e che non ci siano vittime di serie a e vittime di serie b». «Un film che parla di memoria dei
corpi con salvezza salvifica – commenta Cristina Cattaneo – Bisogna fare in modo che il defunto
possa raccontare la sua storia per l’ultima volta. Per me questo è fondamentale».
Nel pomeriggio Laura Luchetti, regista di serie come Nudes (2021) e Il Gattopardo (2024), ma anche
di film come il suo ultimo La bella estate (2023), si è raccontata al pubblico.
«La bella estate è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Cesare Pavese – dice la regista – È un
racconto estremamente evocativo con una voce interiore di una ragazza. Mi piace molto raccontare
l’adolescenza perché è l’età in cui tutto è possibile e al proprio fianco si ha l’alleato più grande che si
possa avere: il futuro. È anche l’età in cui si perde l’innocenza: una cosa meravigliosa ma al tempo
stesso estremamente dolorosa».
Laura Luchetti, in questa occasione, ha ricevuto il Premio Lucia – consegnato da Marco Campanari,
presidente di Confindustria Lecco e Sondrio – riconoscimento simbolo del Lecco Film Fest.
A suguire, il regista Andrea Pallaoro, in Piazza XX Settembre, si è raccontato attraverso i suoi
film: Medeas, Hannah, Monica, che indagano con straordinaria lucidità il femminile, lo spazio,
l’abbandono, restituendo corpi e silenzi come paesaggi emotivi.
«Il mio vero interesse è penetrare il mondo interiore dei personaggi – dice Pallaoro –. Anche come
spettatore, i momenti più coinvolgenti sono quelli che si basano sul linguaggio cinematografico e non
sul dialogo. Il cinema ha sempre avuto ruolo nella mia vita, sin da piccolo».
Questa mattina, al Nuovo Cinema Aquilone di Lecco, Martone sarà nuovamente protagonista
introducendo la visione del suo L’amore molesto (1995), tratto dal romanzo di Elena Ferrante, nel
trentennale dall’uscita in sala. Un viaggio sensuale e oscuro nella memoria e nell’identità femminile,
attraverso il rapporto irrisolto tra una figlia e la madre scomparsa. Così, nel solco della tradizione del
festival, Cinematografo chiama un grande maestro italiano a presentare un film a cui è
particolarmente legato.
Ancora tanti gli appuntamenti della giornata di oggi tra i cui protagonisti ci sarà Vittorio Storaro, uno
dei più importanti autori della cinematografia al mondo, tre volte premio Oscar, in dialogo con giovani
registi e produttori cinematografici.
Arriverà a Lecco anche Nicoletta Romanoff per presentare il suo il suo libro, edito da Rizzoli, dal titolo
Come il tralcio alla vite – La sfida di rimanere in cammino con Dio, appena uscito in libreria.
Ci sarà anche ci sarà il musicista e compositore Davide “Boosta” Dileo che si racconterà e
interpreterà.
Tra gli eventi speciali del festival, la presentazione del progetto e la proiezione di Figli di Haiti di
Alessandro Galassi.
A chiudere la terza giornata, la proiezione in Piazza Garibaldi de L’origine del mondo di Rossella
Inglese con introduzione della regista e dell’attrice Giorgia Faraoni.
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