n° 7
14 feb 2018

Confindustria Lecco e Sondrio - Osservatorio secondo semestre 2017

I dati dell’Osservatorio Congiunturale relativo al secondo semestre 2017 delineano un quadro tendenzialmente positivo. Gli indicatori riguardanti domanda, attività produttiva e fatturato mostrano omogeneamente un incremento che interessa entrambi gli orizzonti temporali di riferimento.

COMUNICATO STAMPA

 

OSSERVATORIO CONGIUNTURALE: IL SECONDO SEMESTRE 2017

L’indagine conferma uno scenario in miglioramento, con la crescita omogenea dei principali indicatori rilevati dai Centro Studi

 

 

I dati dell’Osservatorio Congiunturale relativo al secondo semestre 2017, realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como, delineano un quadro tendenzialmente positivo.

 

Gli indicatori riguardanti domanda, attività produttiva e fatturato mostrano omogeneamente un incremento che interessa entrambi gli orizzonti temporali di riferimento.

Sul versante tendenziale, il raffronto con la seconda metà del 2016 indica una variazione media del +5,4%. Il dato congiunturale, misurato attraverso il confronto con il semestre gennaio-giugno 2017, si attesta invece a +2,2% per i tre indicatori, confermando sostanzialmente le previsioni formulate in occasione della precedente edizione dell’Osservatorio (+1,6%).

L’esame della capacità produttiva mediamente impiegata dalle aziende del campione mostra una crescita rispetto ai livelli della prima metà dell’anno: il tasso di utilizzo passa infatti dal 69,6% riscontrato nella precedente indagine al 79,7%.

I dati sull’utilizzo degli impianti non fanno emergere particolari distinzioni tra le imprese fino a 50 occupati e quelle di dimensioni maggiori. Permangono tuttavia differenze tra i diversi settori: le imprese metalmeccaniche rivelano un maggior grado di utilizzo (84,9%) rispetto alle aziende tessili (74%) e a quelle degli altri settori nel loro complesso (77,2%).

Il contributo dell’attività gestita tramite pratiche di subfornitura incide per un ulteriore 8% di produzione e dipende prevalentemente da soggetti nazionali (7,2%).

L’andamento del fatturato negli ultimi mesi del semestre, in particolare tra ottobre e dicembre 2017, risulta caratterizzato da un aumento degli scambi sia nel mercato domestico, sia per l’export. I giudizi espressi riguardo le vendite risultano improntati alla crescita per oltre quattro imprese su dieci (43%) su entrambi i fronti.

Circa un terzo (31,9%) del fatturato totale viene realizzato all’estero, a conferma della marcata propensione all’internazionalizzazione delle imprese del territorio. Le esportazioni risultano dirette principalmente verso i Paesi dell’Europa Occidentale (16,7% del fatturato totale), area che assorbe la metà del fatturato estero. Importanti anche gli scambi diretti verso l’Europa dell’Est, gli Stati Uniti, i BRICS (2,4%), l’Asia Occidentale (1,9%) e l’America Centro-Meridionale (1,4%).

Nel caso delle vendite all’estero, si rilevano differenze in base alla dimensione aziendale: le imprese di medie dimensioni (oltre i 50 occupati) realizzano la metà (50,9%) del proprio fatturato grazie all’export, mentre per le realtà più piccole il dato raggiunge circa un quinto del totale (20,5%).

 

L’incidenza del costo delle materie prime per le realtà del campione si attesta mediamente al 37% del totale dei costi aziendali.  Nel corso del secondo semestre 2017, rispetto alla prima metà dell’anno i costi per l’approvvigionamento delle commodities sono risultati in aumento, seppur con entità limitate a tre punti percentuali e con differenze a livello settoriale.

 

Non si riscontrano particolari criticità nei giudizi riguardanti i rapporti tra le imprese del campione e gli Istituti di credito, caratterizzati in prevalenza dalla stabilità.


ALLEGATI

Scarica: allegato