COMUNICATO STAMPA
OSSERVATORIO CONGIUNTURALE: IL PRIMO SEMESTRE 2026
Il Presidente Campanari: «Lo scenario delineato dalle imprese delle province di Lecco e Sondrio nel primo semestre 2026 restituisce l'immagine di un tessuto produttivo che continua a dimostrare capacità di tenuta e di adattamento, pur operando in un contesto internazionale ancora fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche, dall'incertezza dei mercati e dal riacutizzarsi delle pressioni sui costi energetici e delle materie prime»
Lo scenario delineato dalle imprese lecchesi e sondriesi nell’ambito dell’Osservatorio congiunturale per il semestre gennaio-giugno 2026 risulta sostanzialmente coerente con il quadro complessivo tracciato per il campione dei tre territori (Lecco, Sondrio e Como).
«Lo scenario delineato dalle imprese delle province di Lecco e Sondrio nel primo semestre 2026 restituisce l'immagine di un tessuto produttivo che continua a dimostrare capacità di tenuta e di adattamento, pur operando in un contesto internazionale ancora fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche, dall'incertezza dei mercati e dal riacutizzarsi delle pressioni sui costi energetici e delle materie prime. Resta quindi evidente come il protrarsi di questi fattori critici richieda un quadro di politica industriale stabile, una strategia energetica di medio-lungo periodo e interventi capaci di rafforzare la competitività del sistema manifatturiero» commenta il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari. «Tornando al territorio, va detto che i principali indicatori congiunturali segnalano una moderata crescita, a conferma della solidità del sistema economico locale. Allo stesso tempo - prosegue il Presidente Campanari - emerge con chiarezza un progressivo indebolimento delle condizioni di redditività delle imprese. L'Osservatorio conferma infatti come le criticità esterne incidano, oggi più che mai, sulla sostenibilità economica dell'attività produttiva: l'aumento dei costi di approvvigionamento e dell'energia continua a comprimere i margini aziendali e ad alimentare un clima di prudenza nelle scelte strategiche, senza però arrestare i percorsi di sviluppo già intrapresi. Le imprese del territorio confermano infatti una significativa propensione agli investimenti, orientati in particolare al rafforzamento della capacità produttiva, alla digitalizzazione, alla ricerca e sviluppo, al risparmio energetico e, in misura crescente, all'adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale, oltre che al potenziamento dei processi di internazionalizzazione».
«Anche sotto il profilo occupazionale emerge un quadro sostanzialmente stabile - evidenzia Giulio Sirtori, Direttore Generale di Confindustria Lecco e Sondrio -, con le imprese che confermano gli organici e, al contempo, continuano a ricercare competenze adeguate ai propri percorsi di crescita. Un segnale che conferma come la competitività del sistema produttivo locale continui a poggiare sulla disponibilità di capitale umano qualificato e sulla capacità delle imprese di innovare processi e prodotti». «Nel complesso - prosegue Giulio Sirtori - il primo semestre 2026 testimonia ancora una volta una caratteristica fondante del tessuto imprenditoriale lecchese e sondriese: la capacità di reagire a uno scenario internazionale sempre più complesso attraverso investimenti, innovazione e adattamento organizzativo».
EFFETTI DELLO SCENARIO GEO-POLITICO
Durante i primi sei mesi del 2026 il perdurare delle tensioni geopolitiche internazionali ha inciso con maggiore intensità sull'attività delle imprese rispetto a quanto rilevato nelle precedenti edizioni dell'Osservatorio.
Quasi tre imprese su quattro (74,3%) hanno infatti segnalato un peggioramento del contesto operativo riconducibile all'instabilità internazionale, mentre il restante 25,7% ha indicato una situazione sostanzialmente invariata.
Gli effetti più diffusi riguardano l'aumento dei costi energetici e delle materie prime, segnalato dal 79,4% del campione, seguito dal rallentamento della domanda (67,9%) e dalla maggiore incertezza nei mercati di sbocco (49,9%). Rimangono inoltre rilevanti le difficoltà nei trasporti internazionali (40,6%) e la revisione dei programmi di investimento (32,8%), mentre risultano ancora contenute le interruzioni delle catene di fornitura (8,1%).
Di fronte a questo scenario le imprese hanno implementato diverse strategie di adattamento. L'intervento maggiormente utilizzato riguarda il rafforzamento delle politiche di efficienza e contenimento dei consumi energetici (63,5%), seguito dalla ricerca di nuovi mercati di sbocco (44,3%), dall'incremento delle scorte di materie prime e semilavorati (34,4%), dalla revisione delle strategie di investimento (33,8%), dalla riorganizzazione della logistica (29,7%) e dalla diversificazione dei fornitori (27%).
TRANSIZIONE GREEN, SOSTENIBILITÀ D’IMPRESA E INVESTIMENTI
Durante la prima metà del 2026 le imprese lecchesi e sondriesi hanno continuato a investire lungo le principali direttrici di sviluppo e innovazione, confermando un orientamento volto al rafforzamento della competitività nonostante il contesto economico e geopolitico ancora caratterizzato da elementi di incertezza.
Gli interventi più comuni hanno riguardato il potenziamento del capitale fisico, con il 61,1% delle imprese impegnato in investimenti destinati a macchinari, impianti e strutture produttive. Risulta elevata anche la diffusione delle tecnologie di digitalizzazione, che interessano il 58,7% del campione, mentre oltre la metà delle aziende ha realizzato iniziative finalizzate al risparmio energetico (57,2%) e alla ricerca e sviluppo (54,3%), a conferma dell'attenzione rivolta sia all'efficienza dei processi sia alla capacità di innovazione. Gli investimenti specificamente orientati alla sostenibilità ambientale hanno interessato il 45,6% delle realtà del campione.
È inoltre proseguito il percorso di adozione delle soluzioni di Intelligenza Artificiale applicate ai processi aziendali, che coinvolgono il 28,4% delle imprese, valore superiore a quello rilevato nella precedente edizione dell'Osservatorio (22% per il semestre luglio-dicembre 2025). Si è infine rafforzata anche l'attenzione verso i mercati esteri, con il 28,7% del campione impegnato in iniziative di internazionalizzazione.
Nel complesso lo scenario che emerge conferma la volontà delle imprese dei due territori di proseguire nei percorsi di sviluppo, innovazione e rafforzamento competitivo, pur in presenza di uno scenario esterno ancora complesso.
DOMANDA
Tra gennaio e giugno 2026 l’indicatore associato agli ordini delle imprese di Lecco e di Sondrio evidenzia un quadro complessivamente positivo, pur caratterizzato da ritmi di crescita contenuti.
La variazione tendenziale, misurata rispetto ai livelli del primo semestre 2025, si attesta al +0,8%, confermando il permanere di una moderata espansione degli ordinativi.
Il raffronto congiunturale con il semestre luglio-dicembre 2025 rivela segno positivo (+0,9%), accogliendo solo in parte le aspettative formulate nella precedente edizione dell'Osservatorio, che prospettavano una crescita più favorevole (+2,6%).
Le ipotesi per l’andamento della domanda nella seconda metà del 2026 indicano un sostanziale mantenimento dei livelli raggiunti: le imprese del campione stimano infatti un'ulteriore variazione positiva pari al +0,2%, segnale di un orientamento improntato alla prudenza ma ancora favorevole.
PRODUZIONE
L’attività produttiva mostra, nei primi sei mesi del 2026, andamenti positivi e coerenti con quanto esaminato per la domanda, sia sul fronte tendenziale, sia sul versante congiunturale.
Rispetto al primo semestre 2025 la produzione registra un incremento pari al +0,7%.
Il confronto con i livelli del semestre luglio-dicembre 2025, quando l’indicatore associato alla produzione era stato tato stimato in contrazione di circa un punto percentuale (-0,7%), rivela una crescita del +1,3%, dato parzialmente inferiore rispetto alle attese formulate nel corso della precedente edizione dell’Osservatorio (+2,5%).
Le previsioni formulate per il semestre luglio-dicembre 2026 risultano invece improntate ad una lieve decelerazione dei ritmi produttivi, con una variazione prevista che si attesta mediamente al -1,2%.
La capacità produttiva mediamente utilizzata nella prima metà dell’anno si attesta al 69,6%, valore sostanzialmente in linea con quello rilevato nella precedente edizione dell'Osservatorio (73,3% nel secondo semestre 2025), a confermare il permanere di una certa distanza dai livelli di piena saturazione.
Tra le realtà lecchesi e sondriesi del campione sono riscontrabili differenze nel tasso di impiego degli impianti produttivi, in particolare per quanto concerne la dimensione aziendale: le realtà con oltre 50 occupati comunicano un utilizzo pari al 72% della capacità disponibile mentre per le imprese più piccole l’impiego medio si attesta al 67,8%.
Classificando invece le imprese in base all’attività realizzata, le differenze risultano meno evidenti: si riscontra un tasso di utilizzo medio del 72% per le aziende tessili, del 71,7% per quelle afferenti agli altri settori mentre del 68,6% per quelle metalmeccaniche.
L’attività che le aziende lecchesi e sondriesi non gestiscono direttamente ma affidano a terzi ricorrendo alla subfornitura contribuisce in maniera limitata al processo produttivo, incidendo complessivamente per il 3,4% della produzione realizzata. L'outsourcing interessa prevalentemente fornitori nazionali (2,8%), rispetto a soggetti stranieri (0,6%).
FATTURATO
Nel corso del semestre gennaio-giugno 2026 le vendite delle imprese lecchesi e sondriesi registrano un'evoluzione positiva sia nel confronto con il corrispondente periodo dell'anno precedente, sia rispetto alla seconda metà del 2025.
La variazione tendenziale raggiunge infatti il +2,4%, mentre il dato congiunturale misurato nel raffronto con i livelli della seconda metà del 2025 si attesta al +1,9%, poco al di sotto delle previsioni formulate in occasione della precedente edizione dell’Osservatorio, quando era stato ipotizzato un incremento del fatturato di quasi tre punti percentuali (+2,9%).
Le previsioni per il semestre luglio-dicembre 2026 indicano invece una sostanziale stabilizzazione dell'indicatore, con una lieve flessione attesa (-0,6%), coerente con un contesto economico ancora caratterizzato da elementi di incertezza.
Analizzando i giudizi qualitativi relativi all’evoluzione delle vendite nella seconda parte del semestre, più specificatamente nel trimestre aprile-giugno 2026, emerge un quadro sostanzialmente equilibrato sia sul mercato interno sia sui mercati esteri.
Il fatturato in Italia è considerato stabile dal 37,6% delle imprese, in crescita dal 32,3% mentre in diminuzione dal restante 30,1%. Pressoché analoga è la distribuzione dei pareri qualitativi riguardanti l'export, dove prevalgono le indicazioni di stabilità (36,6%), seguite da quelle di crescita (31,9%) e di riduzione (31,5%).
Quasi un terzo (33%) del fatturato complessivo delle imprese di Lecco e di Sondrio aderenti all’Osservatorio deriva dai mercati esteri, confermando la significativa apertura internazionale delle imprese dei due territori.
La struttura geografica delle vendite conferma la centralità dell'Europa Occidentale, area che continua a rappresentare il principale mercato di destinazione delle esportazioni (oltre la metà delle vendite oltre confine e una quota pari al 18,4% del fatturato totale), seguita dall'Est Europa (4%), dagli Stati Uniti (3,1%), dall’America Centro-Meridionale (2,2%), dai Paesi BRICS (2,1%) e dall’Asia Occidentale. A livello domestico è generato il 67% del fatturato mentre nelle restanti aree del globo non precedentemente citate è realizzato il rimanente 2,3%.
MATERIE PRIME
Le imprese del campione hanno evidenziato, durante i primi sei mesi del 2026, un marcato irrigidimento delle condizioni di approvvigionamento, con un sensibile incremento delle pressioni sui costi delle materie prime rispetto a quanto rilevato nei semestri precedenti.
Nel trimestre gennaio-marzo oltre la metà delle imprese (51,3%) ha segnalato aumenti dei prezzi praticati dai fornitori, quota salita ulteriormente al 65,2% nei mesi aprile-giugno, mentre la percentuale di aziende che ha rilevato una sostanziale stabilità dei costi si è progressivamente ridotta dal 42,3% al 32,3%.
Le indicazioni di diminuzione dei listini praticati dai fornitori sono passate invece dal 6,4% del trimestre gennaio-marzo al 2,5% del trimestre aprile-giugno.
L'intensificarsi delle tensioni sui prezzi delle materie prime e delle forniture energetiche ha prodotto effetti significativi sull'operatività aziendale. Oltre la metà delle imprese (50,7%) ha riscontrato un incremento dei costi di produzione e quasi due realtà su tre (63,1%) hanno comunicato una contrazione della propria redditività a causa dei minori margini di profitto. Più contenuta, ma comunque significativa, è stata la quota di aziende che ha dovuto intervenire attraverso una riorganizzazione dell'attività produttiva (12,4%).
OCCUPAZIONE
Lo scenario occupazionale delle imprese lecchesi e sondriesi continua ad essere caratterizzato da una diffusa stabilità degli organici.
Per oltre quattro imprese su cinque (80,6%) i livelli occupazionali sono rimasti invariati nel corso del primo semestre 2026, mentre il 10,3% ha registrato un incremento e il restante 9,1% una contrazione.
In continuità con quanto rilevato nell’ambito delle precedenti edizioni dell’Osservatorio, una quota rilevante, pari ad oltre un terzo (36,5%), delle realtà del campione dichiara difficoltà nel reperimento di personale con competenze adeguate e necessarie a garantire la prosecuzione dei piani di sviluppo aziendali.
Le attese per il semestre luglio-dicembre 2026 confermano un quadro orientato prevalentemente alla conservazione dell’occupazione: il 77,5% delle imprese prospetta infatti livelli invariati mentre, in caso di variazione, il 13,5% prevede un'espansione e il restante 9% ipotizza una diminuzione.
Lecco | Sondrio, 5 agosto 2026
PRESS INFO
Francesca Zucchi
Area Organizzazione e Rapporti Associativi
Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione
Mob +39 334 8338526
Email zucchi@confindustrialeccoesondrio.it
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